Chiude il Piccolo Forno. Cosa faremo dopo? Decidiamolo insieme

By 4 Marzo 2015Maggio 5th, 2020Cinema America

Convochiamo tutti i cittadini, le realtà sociali ed il mondo cinematografico a stringersi intorno a noi per trovare assieme una nuova forma di vita per questa esperienza e per uno dei tanti spazi abbandonati della città.

Venerdì 6 marzo ore 18 – Via Natale del Grande 7

ASSEMBLEA PUBBLICA

a seguire proiezione di “Mani sulla città” di F. Rosi
versione restaurata dalla Cineteca di Bologna

Abbiamo immaginato piazze, costruito spazi di socialità e aggregazione, abbiamo portato scuole al cinema ed il cinema nelle scuole. Abbiamo disegnato cultura sui muri della città, vicino ai quali c’era soltanto degrado e violenza. Abbiamo trasformato la nostra esperienza dimostrando che, aldilà della pratica legale o illegale, questo territorio pretende uno spazio di condivisione gratuita in cui i giovani possano essere protagonisti e non fruitori. Abbiamo, con enormi difficoltà, trovato una disponibilità di 2 milioni e mezzo per l’acquisto del Cinema America. Abbiamo riposto la nostra fiducia nell’amministrazione, ma alla data di oggi non c’è stata fornita nessuna soluzione concreta a garantire la continuità al progetto, che negli ultimi 5 mesi ha visto la partecipazione, in una sala da 50 posti senza riscaldamento, di migliaia di cittadini.

In attesa che il Primo Cittadino onori la parola data in merito all’assegnazione temporanea con canone d’affitto di uno degli spazi abbandonati di proprietà comunale a Trastevere, fissiamo una Deadline: convochiamo in data 6 Marzo alle ore 18, giorno in cui chiuderà il Piccolo America, un’assemblea pubblica al forno.

Invitiamo tutti coloro i quali credono in questa esperienza e nella riapertura, futura, del Cinema America, nonché nella tutela delle 42 sale abbandonate, minacciate dalla “Memoria sui cinema”, della quale pretendiamo l’immediato ritiro. Annunciando inoltre, in sinergia con il settore cinematografico, la stesura della nostra proposta di Memoria per la riapertura di questi spazi culturali. Abbiamo 20 anni, ma ci hanno insegnato a non accettare mai premi di consolazione rispetto all’obiettivo: pertanto non rinunceremo ad essere un’opportunità per questa città e, se non si troverà una soluzione, saremo costretti a diventare nuovamente un problema per questa amministrazione.