Mostra autoprodotta a cura del CINEMA AMERICA OCCUPATO.

Un primo passo è quello di riconoscere la radicale diversità tra storia e memoria individuale.

La memoria individuale si basa su un’esperienza personale fondata talora anche sui documenti, come diari, lettere, fotografie. Il titolare di una memoria si ritiene portatore di una verità, come esperienza vissuta in prima persona e perciò non contestabile. Sappiamo invece tutti come la memoria individuale sia inaffidabile e fallace.

La storia come ricostruzione critica ha tra i suoi compiti appunto quello di correggere le memorie individuali, ricollegandole semmai in un più ampio contesto di spiegazioni e interpretazioni.

Diversa invece è la memoria collettiva, un insieme di ricordi, di narrazioni e rappresentazioni del passato condivisi da un gruppo o da una collettività, talora da un’intera nazione.

(…) la memoria collettiva è veicolata da un’esperienza del passato vissuta o rivissuta dalla memoria di chi ci ha preceduto lungo una linea generazionale comune; è il risultato di un accumulo di conoscenze acquisite nello studio o tramandate oralmente e poi sottoposte a un processo di semplificazione, ipostatizzate e trasformate in luoghi comuni e stereotipi.

È legata spesso a momenti emozionali alti.

(…) la memoria collettiva non è storia è piuttosto uno degli oggetti più interessanti della ricerca storica, in quanto prodotto e riflesso di un comportamento culturale.

Vittorio Vidotto, Guida allo studio della storia contemporanea.



Si ringraziano:
– MARTINA ADAMI per il lavoro su Leoncillo e Sforza Cesarini;
– LAURA CAPPELLO per la selezione dei disegni di Di Castro;
– FABRIZIO FIORAVANTI per le fotografie della sala;
– MARTA PUTELLI per le fotografie della palazzina in via Tembien.

ALFONSO PERROTTA e CLAUDIA TOMBINI per la partecipazione all’organizzazione.